Una qualsiasi cronaca terrestre

Genere e numero approssimativo di battute: drammatico (ispirato a un fatto di cronaca), 4200 battute

Gli sfondano la vetrina della tabaccheria direttamente con l’auto. Sono in due: uno di loro sembra sapere bene quello che fa; l’altro invece ha l’aria di essere il complice che esegue e basta, preso com’è dalla frenesia che tutto questo finisca il prima possibile. Hanno spaccato il distributore automatico e adesso caricano le stecche sulla macchina. Le luci intorno si sono accese, c’è anche un chiacchiericcio preoccupato che esce dalle case di sopra. Ci abita pure il proprietario, di sopra. Ed è lui che poco dopo scende a vedere che succede. Non ci sono avvertimenti né scene da film, con lunghi preamboli che aumentano la tensione e tutto il resto. Soltanto qualche colpo di pistola. Quella che ha in mano in effetti è una calibro 9 semiautomatica: particolare del tutto irrilevante rispetto al risultato che ha ottenuto, a pensarci bene. Eppure sono molti i momenti nei quali, rigirandosela tra le mani come un bene prezioso, l’ha osservata sperando in fondo di poterla usare, un giorno. Scoprirà solo in seguito che il fatto di detenerla con regolare porto d’armi non costituisca affatto un’attenuante. Uno dei due, quello che dava l’idea di essere più imbranato, insomma il gregario della situazione, si è buttato dietro il bancone appena ha sentito gli spari. Quell’altro no. Per essere in piedi è ancora in piedi, ma ora, in mezzo alla strada, mostra un’andatura tutt’altro che diritta. Anzi, visto così da dietro, tutto rattrappito e con passo claudicante, sembra la figura di un vecchio zoppo che porta con sé un mistero, uno di quelli da leggenda popolare o qualcosa del genere. Fa qualche decina di metri prima di cadere a terra. Adesso quel mistero se l’è portato con sé, chissà che gli girava in testa.

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L’uomo della salvezza

Genere e numero approssimativo di battute: pulp, 4200 battute

«Se continua così, va a finire male», dice Ivan.

«Secondo me, siam già finiti male», dice Roxy.

«Sta’ zitta, mai smettere di sperare.»

«Che vuoi sperare, qui ci vorrebbe un miracolo.»

«Da quando ti affidi a un qualche dio?»

«Facevo così, per dire… comunque secondo me abbiam sbagliato a non chiamare il Sarto: quello ci poteva tirare fuori da questo casino…»

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Soltanto un soffio

Genere e numero approssimativo di battute: fantastico/grottesco, 3000 battute

«Ma che roba è quella cosetta che fai? Dio, mi urta i nervi…»

«Di che parli?» 

«Quel verso, una specie di tic… l’hai già fatto tre volte nel giro di un minuto.»

«Quale verso?»

«Soffiarti le unghie come se avessi appena messo lo smalto. Ma tu non hai messo nessun dannato smalto…»

Lei non rispose. Se ne stava rigida e impettita a fissare fuori dalla finestra, come ci fosse qualcosa di interessante da vedere.

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Le ali della libertà (quelle vere)

Genere e numero approssimativo di battute: fantastico/umoristico, 1800 battute

Pulì la gabbia e gli versò un po’ di mangime, poi squillò il telefono di casa. Lo sportellino dondolava col vento, fino a fermarsi a tre quarti, aperto.

«Ehi, guarda…»

«Cosa?»

«La gabbia è aperta. Dai, andiamo, un’occasione così vai a sapere quando ci ricapita.»

«No, aspetta.»

«Aspettare che? Non fare lo scemo, tagliamo la corda.»

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Prospettive di vita

Genere e numero approssimativo di battute: grottesco/surreale, 100 battute

Era un granello di zucchero. Dalle ultime analisi venne fuori che aveva il diabete. Cominciò a preoccuparsi.

Provare a vivere

Genere e numero approssimativo di battute: drammatico, 1.000 battute

Lo guardò di traverso, ebbe la sensazione che stavolta era davvero finita. Lui continuava a sfogliare il giornale senza leggerlo veramente.

Non sopporto quando fai così. Te ne stai lì con la faccia sul giornale, del tutto indifferente – gli disse.

Lui sollevò lo sguardo con lentezza, si tolse gli occhiali. Sapeva che era inutile riprendere il discorso, parlare del loro bambino; non importava più né come né perché, ma solo che ormai era morto.

Lei stava quasi per alzarsi, quando lui le prese la mano e strinse forte.

E adesso che facciamo? – gli domandò, in un inizio di pianto.

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L’ultima bottiglia

Genere e numero approssimativo di battute: drammatico, 4.000 battute (racconto scritto originariamente per l’edizione 2013 del Premio Letterario Santa Margherita, lo trovare anche qui in versione PDF)

Oggi Piero ha deciso di portare una cosa fino in fondo, non gli capita spesso. Forse mai. La vuole scolare tutta quella bottiglia di rosso, un vino abbastanza pregiato ma a lui quello importa poco, anzi mica la sa riconoscere la differenza tra un vino pregiato e uno che sa di tappo. E mentre ascolta una sonata al pianoforte di Bach e non sa nemmeno chi è, perché la sua finestra è aperta e affaccia sul cortile di una scuola di musica, sta lì gettato su una poltrona distrutta dalle unghie del suo gatto e continua a bere direttamente dalla bottiglia. Il gatto è uscito, vaga sui tetti tutto il giorno e poi torna la sera, non sempre, magari nel frattempo ha rimediato qualcosa da mangiare in giro.

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