Alla prossima fermata (Distanze Lab, 2016)

Alla prossima fermataÈ uscita per Distanze Lab l’antologia in ebook Alla prossima fermata. Sono qui raccolte storie di pendolari e viaggiatori, le vite di un esercito di persone che ogni giorno utilizzano i mezzi pubblici per spostarsi, andare a scuola o a lavorare. All’interno, a pagina 69, troverete anche il mio racconto Cadavere in linea

Ecco qui l’incipit: “Ho sempre pensato che si chiamasse piazza del Pantheon. Fa niente se oggi scopro che no, è piazza della Rotonda. Fa niente anche che sia arrivato con circa sei ore di ritardo.”

Questo di seguito il link per scaricare l’ebook.

Street book Magazine (Numero 0)

È uscito il numero 0 di Streetbook Magazine, rivista fiorentina disponibile in formato cartaceo e digitale. La giovane redazione ha selezionato il mio racconto Luoghi comuni in luoghi poco comuni, che potrete trovare all’interno della rubrica “Indubbiamente”. streetbook-0

Questa la lista aggiornata dei posti in cui potete trovare la rivista in cartaceo.

Qui di seguito invece il link che rimanda alla versione digitale, che si può leggere direttamente dal sito threefaces.org.

Ecco l’inizio del racconto, giusto per dare un assaggio: “Allora, ci sono un tedesco, un francese e un americano. No, aspetta, un italiano, ci vuole. Ci sono un tedesco, un francese e un italiano.”

Vista da noi (Porto Seguro, 2016)

Dopo nemmeno un anno dalla nascita del Gruppo Scrittori Firenze, ecco una prima antologia di racconti. Le storie, di genere e lunghezza diversi, sono tutte accomunate da una cosa: la città di Firenze. Tutto si svolge lì, dando vita a una città multiforme, dalle sfaccettature infinite. Il libro è uscito nel giugno 2016 e si può trovare negli store online e nelle librerie. Vista da noi

Qui la breve presentazione scritta dalla casa editrice: “Tutto è cominciato al tavolino di un bar, a Firenze. Un amico, uno scrittore: ci unisce la passione per le parole e la mancanza di un luogo dove gli autori possano ancora discutere sulle ragioni della letteratura, sulla comprensione delle dinamiche sociali, dei percorsi storici e, su tutto, approfondire l’indagine sull’uomo e sulla donna, specchio e conseguenza di ogni fenomeno. In seguito altre inquietudini, altri scrittori. Per tutti, la necessità di condividere e moltiplicare occasioni di confronto interno, sulla scrittura, ed esterno, con i lettori. Ma come riuscire a fare tutto ciò, a farci conoscere, a entrare in contatto con voi? Semplicemente con le nostre parole: raccontare. Un’antologia. E su quale tematica far convergere le nostre storie? Un nome, un titolo…”

All’interno troverete il mio racconto dal titolo Tra un’eclissi e l’altra, del quale ecco qui l’incipit: “La prima cosa che Carmen si ricorda di Firenze è un caffè in un bar qualsiasi. Sapeva di bruciato e di nostalgia infilata nella gola. Odorava di un arrivo sbagliato.”

Infine il link che rimanda all’acquisto dell’antologia direttamente dalla Porto Seguro.

Nessun cactus da queste parti (Il Foglio Letterario, 2016)

Nessun cactus da queste parti è un romanzo che mescola i generi e si diverte a giocare con i cliché del noir. Raccontato con uno stile umoristico e già definito come un hard-boiled postmoderno, è pubblicato dalla casa editrice Il Foglio Letterario ed è in vendita in tutte le librerie e sulla rete.

Questa la breve descrizione del libro stampata sulla bandella:Nessun cactus da queste parti (cover)

Porto Rens, “una moderna Gotham, la caricatura di una degradata metropoli inesistente”. Qui, a circa cento anni da oggi, un detective in crisi esistenziale fronteggia i suoi fallimenti, inseguito dal fantasma di una logorante dipendenza alcolica e da quello di Dana, la donna che l’ha mollato ormai da tempo. Il riscatto però è dietro l’angolo, ed ecco un nuovo caso per lui: c’è da trovare un ladro di nomi, non è roba da poco. Una volta lo chiamavano drago. E ora sta per tornare.

Di seguito invece il breve estratto presente in quarta: 

“Ogni ritorno alla vita dopo che si è tentato di buttarla comporta una ragionevole dose di sofferenza. Come a dire che adesso ti devi riguadagnare il diritto a chiederla indietro. Io l’avevo presa e sbattuta a terra, poi ci ero passato sopra coi piedi. E ora avrei voluto semplicemente raccoglierla e dargli una spiegazzata, oh sì, se fosse stato possibile!”

Leggi il resto dell’articolo

Cronache terrestri #1

Genere e numero approssimativo di battute: drammatico (ispirato a un fatto di cronaca), 4200 battute

Gli sfondano la vetrina della tabaccheria direttamente con l’auto. Sono in due: uno di loro sembra sapere bene quello che fa; l’altro invece ha l’aria di essere il complice che esegue e basta, preso com’è dalla frenesia che tutto questo finisca il prima possibile. Hanno spaccato il distributore automatico e adesso caricano le stecche sulla macchina. Le luci intorno si sono accese, c’è anche un chiacchiericcio preoccupato che esce dalle case di sopra. Ci abita pure il proprietario, di sopra. Ed è lui che poco dopo scende a vedere che succede. Non ci sono avvertimenti né scene da film, con lunghi preamboli che aumentano la tensione e tutto il resto. Soltanto qualche colpo di pistola. Quella che ha in mano in effetti è una calibro 9 semiautomatica: particolare del tutto irrilevante rispetto al risultato che ha ottenuto, a pensarci bene. Eppure sono molti i momenti nei quali, rigirandosela tra le mani come un bene prezioso, l’ha osservata sperando in fondo di poterla usare, un giorno. Scoprirà solo in seguito che il fatto di detenerla con regolare porto d’armi non costituisca affatto un’attenuante. Uno dei due, quello che dava l’idea di essere più imbranato, insomma il gregario della situazione, si è buttato dietro il bancone appena ha sentito gli spari. Quell’altro no. Per essere in piedi è ancora in piedi, ma ora, in mezzo alla strada, mostra un’andatura tutt’altro che diritta. Anzi, visto così da dietro, tutto rattrappito e con passo claudicante, sembra la figura di un vecchio zoppo che porta con sé un mistero, uno di quelli da leggenda popolare o qualcosa del genere. Fa qualche decina di metri prima di cadere a terra. Adesso quel mistero se l’è portato con sé, chissà che gli girava in testa.

Leggi il resto dell’articolo

#numerotre di con.tempo

Copertina di con.tempo n° 3

L’immagine di copertina di con.tempo n° 3

Uscito il numero 3 della rivista letteraria con.tempo, iniziativa lodevole del territorio toscano che da quasi due anni promuove i racconti degli scrittori emergenti. In questo numero, il cui tema era “Dietro le quinte”, potrete trovare un mio racconto dal titolo Dipinto di un giovane Van Gogh. Ecco qui di seguito l’incipit del racconto: 

E mentre annottava, la calura estiva saliva verso l’alto e andava a ribollirgli addosso. Il sudore andava dalla parte opposta, fino a scendere in piccole gocce su un tappeto finto-giapponese a fiori rosa, o forse viola, o forse qualcosa del genere. Non fiori di ciliegio. Né di pesco. Un disegno stilizzato e del tutto impreciso. Di fatto, non poteva dirsi un esperto di fiori, né di tappeti. Se ne stava sul soppalco davanti al computer. Lì aveva deciso di allestire il suo studio, che in realtà da decidere non c’era nemmeno, visto che gli spazi del suo appartamento in affitto erano quelli: o lo faceva sul soppalco oppure non lo faceva. Allora d’estate si beccava il caldo e zitto.

La rivista è distribuita gratuitamente ed è disponibile in vari punti di Firenze e dintorni, come librerie, biblioteche, caffè letterari e centri culturali. Sul sito di con.tempo trovate tutte le indicazioni circa dove trovarla, ma anche informazioni generali sul progetto e le tracce da seguire per partecipare alle prossime selezioni. Buona lettura!

Il numero 3 di con.tempo è online! Possibile leggerlo su Issu.com

L’uomo della salvezza

Genere e numero approssimativo di battute: pulp, 4200 battute

«Se continua così, va a finire male», dice Ivan.

«Secondo me, siam già finiti male», dice Roxy.

«Sta’ zitta, mai smettere di sperare.»

«Che vuoi sperare, qui ci vorrebbe un miracolo.»

«Da quando ti affidi a un qualche dio?»

«Facevo così, per dire… comunque secondo me abbiam sbagliato a non chiamare il Sarto: quello ci poteva tirare fuori da questo casino…»

Leggi il resto dell’articolo