Tutta colpa dello zodiaco (Nati per Scrivere, 2018)

Nell’antologia Tutta colpa dello zodiaco, edita da Nati per Scrivere sia in formato cartaceo sia digitale, troverete anche il mio racconto dal titolo Tom Waits è del sagittario.Tutta colpa dello zodiaco

Questa la quarta di copertina del libro: “Dodici segni, dodici autori, dodici racconti ispirati ai segni zodiacali. Storie dalle tinte forti, che mescolano mistero e magia, leggenda e realtà. Uno zodiaco di storie per lettori curiosi. “Tutto colpa dello zodiaco” comprende: “Progetto Heimdallr”, di Alessio Del Debbio, “Il toro del regno dei morti”, di Francesco Balestri, “L’uniforme”, di Chiara Rantini, “La farfalla dorata”, di Daniela Tresconi Pecora e Romina Bramanti, “Nel segno della vergine”, di Luciana Volante, “Ossessione”, di Simone Falorni, “Ottimo lavoro!”, di Maria Pia Michelini, “Tom Waits è del sagittario”, di Mirko Tondi, “Snap! Zot! Shot!”, di Leandra Cazzola, “Caronte”, di Elena Covani, “Il canto dei pesci”, di Furio Detti.”

Di seguito invece l’incipit del racconto:

Lui

Alle sei del mattino l’autostrada è una distesa di silenzi e sbadigli. Qualche camion, niente di più. È l’ora che preferisco, per tornare a casa. Ascolto musica casuale sulle frequenze di una stazione radio sconosciuta e intanto viaggio a una velocità moderata. Il cielo albeggia in mezzo a quelle collinette gemelle, e poi c’è questo filo d’aria fresca, soltanto un filo perché fuori fa freddo, ma passa appena dal finestrino e mi sbatte dritto sulla faccia. Mica male. Mica male soprattutto se dopo te ne devi andare a letto. Ieri ho lavorato abbastanza. Mi sono mangiato la notte, me la merito qualche ora di sonno.

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Il ritorno degli esuli (Betti Editrice, 2017)

Per Betti Editrice è uscito nel dicembre del 2017 il volume antologico Il ritorno degli esuli, che contiene anche il mio racconto dal titolo Solo un altro, poi vado a letto. Eccone qui di seguito l’incipit:

“Da alcuni giorni ormai mi sono incamminato attraverso le campagne e i paesi battendo strade secondarie, ed è difficile da parte mia spiegarvi perché sto facendo questo lungo viaggio a piedi. Forse rischio di passare per un pazzo o per un visionario a dirvi come stanno le cose, ma allo stesso tempo, una volta che mi avrete ascoltato, non potrete che essere d’accordo con me sul fatto che ci vorrebbe fin troppa fantasia a inventarsi una simile storia.”

Qui invece la descrizione del libro:

“6.5. É un numero che i sanginesini non potranno dimenticare. Ore 7.40 del 30 ottobre del 2016. Il terremoto colpisce, tra gli altri, San Ginesio, un piccolo borgo nelle colline marchigiane. Anche Siena non potrà dimenticare quella data. Ha una sorta di “gemellaggio”con quel paese che risale alla metà del ‘400, quando un gruppo di fuoriusciti sanginesini raggiunsero la città toscana e si distinsero per fedeltà e valore, al punto che gli ambasciatori senesi riuscirono con una mediazione a far accettare il ritorno di trecento esuli al paese.
Questa raccolta di racconti nasce con l’intento di non spegnere i riflettori sul paese una volta superata l’emergenza post-sisma. Una dichiarazione di amicizia, sottoscritta dai numerosi autori – alcuni di chiara fama nazionale – che hanno contribuito con un racconto inedito alla realizzazione di questo libro.”

Il link per l’acquisto, nel sito della casa editrice: http://www.betti.it/prodotto/il-ritorno-degli-esuli/

L’altra metà di Pisa (Il Foglio Letterario, 2017)

Nuova antologia curata per le edizioni Il Foglio Letterario. Il volume raccoglie più di 20 racconti neri, l’ambientazione è Pisa e dintorni. In uscita in coincidenza con il Pisa Book Festival, il 10 novembre 2017.L'altra metà di Pisa

Un estratto dalla prefazione, pubblicato in quarta di copertina: “Abbiamo voluto vedere la zona del pisano da un punto di vista alternativo mantenendo il fascino dell’ambientazione, e queste storie nere, oltre a comprendere un’ampia varietà di stili e di generi letterari (sfogliando le pagine potrete incontrare noir, gialli, distopici, fantastici, pulp, horror, persino splatter), sono più che mai rappresentative di una certa toscanità, sia a livello linguistico sia per quanto riguarda le caratteristiche dei personaggi.”

E qui il testo della bandella: “Uno sguardo nuovo sulla città della Torre e sul suo circondario, immaginando segreti e misteri, zone d’ombra, delitti, scenari imprevedibili. Un quadro dalle tinte fosche, ma in cui brillano le forme. La metà oscura e nascosta di Pisa è in questi racconti, nei quali autori diversi si incontrano a creare un’opera di sorprendente qualità letteraria.”

Rassegna stampa:

Nero Urlante (Mauro Pagliai Editore, 2017)

Primo volume della nuova collana “giallo&nero – tascabili”  diretta da Andrea Gamannossi, che vede ancora insieme gli autori di Nelle fauci del mostro, uscito lo scorso anno per Felici Editore. All’interno anche il mio racconto dal titolo Strategie di resistenza. Ecco qui di seguito l’incipit del racconto:Nero urlante

La maggior parte delle commedie romantiche finisce con una corsa all’aeroporto o alla stazione per impedire una partenza. La persona che corre (di solito un uomo) ha qualcosa da farsi perdonare, oppure si è accorta dell’errore che stava facendo soltanto quando ha cominciato a materializzare la perdita. Dal canto suo, l’altra persona (di solito una donna), insomma l’inseguita, è ormai rassegnata a un rapporto che non si concretizzerà mai, e spesso – se non sempre – vaga con lo sguardo qua e là con aria malinconica, capitando, guarda caso, su una giovane coppia che si sbaciucchia felice e lascia intendere di avere tutta una vita davanti.”

Dalla quarta di copertina: “Howard Phillips Lovecraft scriveva che la paura è il sentimento più antico dell’animo umano. E la paura ha molte forme, come mostrano questi undici racconti firmati da altrettanti collaudati scrittori di thriller, uniti da una missione comune: metterci di fronte a ciò che temiamo di più. Col rischio di farci perdere il sonno, ma anche di scoprire qualcosa nel profondo del nostro animo che prima ci era sconosciuto. E che potrebbe non piacerci…”

Qui invece la scheda dell’opera nel sito dell’editore, con le informazioni per l’acquisto.

Tutte le facce di Firenze (Il Foglio Letterario, 2017)

Dai laboratori di scrittura di Mirko Tondi, una selezione di autori a creare una raccolta dinamica e ricca di spunti originali. Voci diverse che convergono in un unico punto, la città di Firenze, mettendone in risalto gli aspetti più evidenti e quelli più nascosti, il secolare prestigio e la natura contraddittoria. Firenze, popolare e nobile allo stesso tempo, è scolpita anche qui, in questa multiforme opera collettiva.Tutte le facce di Firenze

Dalla prefazione dell’antologia: “Firenze, superba e guardinga come un gatto di razza. E poi, non si discute, fonte di bellezza senza fine. Ma già lo sappiamo. Firenze però non è solo questo: è la città degli studenti, del centro da cartolina e della periferia residenziale, di un dialetto sgraziato eppure divertente, dei mestieri artigiani di una volta e di tradizioni che continuano a durare, dei circolini in cui si guarda la Fiorentina ma anche dei ritrovi artistici ed esclusivi.”

Lo trovate in vendita anche qui: https://www.ibs.it/tutte-facce-di-firenze-libro-vari/e/9788876066634

 

Jukebox. Racconti a tempo di musica (Nati per scrivere, 2017)

Da un progetto dell’associazione culturale di Camaiore “Nati per scrivere”, una raccolta di 10 racconti con la musica come filo conduttore. All’interno anche il mio Gli infami, racconto dai toni forti sul tema della violenza e con la colonna sonora di Otis Redding.

Qui una mia intervista sul blog “Non servono le ali per volare”: http://sabrinaguaragno.blogspot.it/2017/03/10-tappa-blogtour-di-jukebox-racconti.htmlJukebox

Poi qualche link relativo alla rassegna stampa:

Infine qualche link per acquistare il volume (disponibile sia in versione cartacea sia ebook) e sostenere l’associazione:

Rapsodia di Capodanno (Antologia Caffè Letterario Moak 2015)

Dopo il racconto I viaggi della macchinetta, che già era stato inserito nell’antologia del Caffè Letterario Moak 2012, Rapsodia di Capodanno viene incluso nell’edizione del 2015. Tra i giurati del premio anche Gianluca Morozzi.

Questo il link del sito di Moak, di seguito invece l’inizio del racconto: Moak 2015

“Non ho mai sottovalutato il potenziale delle relazioni umane. Solo che stavolta era meglio se rimanevo a casa, mi sa. Eppure ormai mi pareva di aver deciso. Invece proprio all’ultimo arriva la telefonata, la proposta, il solito discorsetto per autoconvincersi «Ma sì, dai, alla fine è soltanto una cena… e poi che ci fai a casa da solo per l’ultimo dell’anno?», il repentino cambio d’idea, ok accetto, andare a comprare un panettone scadente con spumante altrettanto scadente giusto così, per portare qualcosa, e poi, vabbè, lavarsi e vestirsi, prendere un caffè al volo nella speranza che mi faccia resistere il più a lungo possibile a questo annuale supplizio, e una volta pronti per uscire ecco un nuovo discorsetto: «Certo che faccio bene, sai che tristezza a mezzanotte qui tutto solo?».

Mi trovo a una festa nel centro di Firenze, casa davvero anni Sessanta, voglio dire il pavimento di graniglia con quei frammenti irregolari tra il giallo e il marrone, i mobili scuri e con le vetrine, le cornici pesanti e più voluminose dei dipinti all’interno (non ce n’è una appesa dritta, tra l’altro) e tutto quanto; secondo me il tizio che ci abita non ha spostato una virgola da quando è morta la nonna e gli ha lasciato l’appartamento. Sì, io mi perdo in ragionamenti di questo tipo quando visito la casa di qualcuno, sappiatelo casomai vi venisse l’idea di invitarmi per qualche strana ragione.”