Il ritorno degli esuli (Betti Editrice, 2017)

Per Betti Editrice è uscito nel dicembre del 2017 il volume antologico Il ritorno degli esuli, che contiene anche il mio racconto dal titolo Solo un altro, poi vado a letto. Eccone qui di seguito l’incipit:

“Da alcuni giorni ormai mi sono incamminato attraverso le campagne e i paesi battendo strade secondarie, ed è difficile da parte mia spiegarvi perché sto facendo questo lungo viaggio a piedi. Forse rischio di passare per un pazzo o per un visionario a dirvi come stanno le cose, ma allo stesso tempo, una volta che mi avrete ascoltato, non potrete che essere d’accordo con me sul fatto che ci vorrebbe fin troppa fantasia a inventarsi una simile storia.”

Qui invece la descrizione del libro:

“6.5. É un numero che i sanginesini non potranno dimenticare. Ore 7.40 del 30 ottobre del 2016. Il terremoto colpisce, tra gli altri, San Ginesio, un piccolo borgo nelle colline marchigiane. Anche Siena non potrà dimenticare quella data. Ha una sorta di “gemellaggio”con quel paese che risale alla metà del ‘400, quando un gruppo di fuoriusciti sanginesini raggiunsero la città toscana e si distinsero per fedeltà e valore, al punto che gli ambasciatori senesi riuscirono con una mediazione a far accettare il ritorno di trecento esuli al paese.
Questa raccolta di racconti nasce con l’intento di non spegnere i riflettori sul paese una volta superata l’emergenza post-sisma. Una dichiarazione di amicizia, sottoscritta dai numerosi autori – alcuni di chiara fama nazionale – che hanno contribuito con un racconto inedito alla realizzazione di questo libro.”

Il link per l’acquisto, nel sito della casa editrice: http://www.betti.it/prodotto/il-ritorno-degli-esuli/

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L’altra metà di Pisa (Il Foglio Letterario, 2017)

Nuova antologia curata per le edizioni Il Foglio Letterario. Il volume raccoglie più di 20 racconti neri, l’ambientazione è Pisa e dintorni. In uscita in coincidenza con il Pisa Book Festival, il 10 novembre 2017.L'altra metà di Pisa

Un estratto dalla prefazione, pubblicato in quarta di copertina: “Abbiamo voluto vedere la zona del pisano da un punto di vista alternativo mantenendo il fascino dell’ambientazione, e queste storie nere, oltre a comprendere un’ampia varietà di stili e di generi letterari (sfogliando le pagine potrete incontrare noir, gialli, distopici, fantastici, pulp, horror, persino splatter), sono più che mai rappresentative di una certa toscanità, sia a livello linguistico sia per quanto riguarda le caratteristiche dei personaggi.”

E qui il testo della bandella: “Uno sguardo nuovo sulla città della Torre e sul suo circondario, immaginando segreti e misteri, zone d’ombra, delitti, scenari imprevedibili. Un quadro dalle tinte fosche, ma in cui brillano le forme. La metà oscura e nascosta di Pisa è in questi racconti, nei quali autori diversi si incontrano a creare un’opera di sorprendente qualità letteraria.”

Rassegna stampa:

Tutte le facce di Firenze (Il Foglio Letterario, 2017)

Dai laboratori di scrittura di Mirko Tondi, una selezione di autori a creare una raccolta dinamica e ricca di spunti originali. Voci diverse che convergono in un unico punto, la città di Firenze, mettendone in risalto gli aspetti più evidenti e quelli più nascosti, il secolare prestigio e la natura contraddittoria. Firenze, popolare e nobile allo stesso tempo, è scolpita anche qui, in questa multiforme opera collettiva.Tutte le facce di Firenze

Dalla prefazione dell’antologia: “Firenze, superba e guardinga come un gatto di razza. E poi, non si discute, fonte di bellezza senza fine. Ma già lo sappiamo. Firenze però non è solo questo: è la città degli studenti, del centro da cartolina e della periferia residenziale, di un dialetto sgraziato eppure divertente, dei mestieri artigiani di una volta e di tradizioni che continuano a durare, dei circolini in cui si guarda la Fiorentina ma anche dei ritrovi artistici ed esclusivi.”

Lo trovate in vendita anche qui: https://www.ibs.it/tutte-facce-di-firenze-libro-vari/e/9788876066634

 

Jukebox. Racconti a tempo di musica (Nati per scrivere, 2017)

Da un progetto dell’associazione culturale di Camaiore “Nati per scrivere”, una raccolta di 10 racconti con la musica come filo conduttore. All’interno anche il mio Gli infami, racconto dai toni forti sul tema della violenza e con la colonna sonora di Otis Redding.

Qui una mia intervista sul blog “Non servono le ali per volare”: http://sabrinaguaragno.blogspot.it/2017/03/10-tappa-blogtour-di-jukebox-racconti.htmlJukebox

Poi qualche link relativo alla rassegna stampa:

Infine qualche link per acquistare il volume (disponibile sia in versione cartacea sia ebook) e sostenere l’associazione:

StreetBook Magazine (Numero 2)

Sul nuovo numero di StreetBook Magazine è stato pubblicato il mio racconto La casa dei nonni. Sul sito di Three Faces, tutte le informazioni su dove trovare la rivista e lo spirito del progetto. Qui sotto invece l’incipit del racconto: La casa dei nonni

Così adesso mi ritrovo nella vecchia casa dei nonni. Solo che i nonni non ci sono più. E la casa non è nemmeno nostra. Tantomeno mia.

Mia madre l’aveva venduta dopo averla ereditata, perché diceva che coi lavori per la tramvia là vicino a Piazza Paolo Uccello, il traffico deviato e tutto quanto, la battaglia di San Romano sarebbe stata nulla a confronto. Sicché, visto che non aveva nessuna intenzione di viverci, l’aveva data via per pochi soldi. Io me ne ero andato da Firenze qualche anno dopo, per lavoro. Ma ogni volta che ci tornavo, facevo un salto là davanti.”

A few words (Anno I, Numero X )

Il viaggio di ritornoPubblicato sulla rivista pratese A few words il racconto drammatico Il viaggio di ritorno, tratto da un fatto di cronaca.

Sulla pagina facebook di A few words tutte le informazioni su dove trovare la rivista. Qui invece l’incipit del racconto: 

Cominciò a stare sempre peggio. La vista gli si appannava, i crampi allo stomaco lo distruggevano, un impietoso senso di vertigine si prendeva gioco di lui ogni volta che si alzava dal letto. Correva poi al bagno a vomitare e lì, piegato in un inchino sghembo, malamente appoggiato a terra su un fianco e con gli avambracci sulla tazza, sgocciolava dalla bocca e dal naso finché non si sentiva svuotato. Ma svuotarsi dal dolore non si poteva, e quello ritornava presto; così l’agonia riprendeva a bussare dentro le sue membra, toc toc, sono di nuovo qua, non ti illudere, non me ne vado.”

Rapsodia di Capodanno (Antologia Caffè Letterario Moak 2015)

Dopo il racconto I viaggi della macchinetta, che già era stato inserito nell’antologia del Caffè Letterario Moak 2012, Rapsodia di Capodanno viene incluso nell’edizione del 2015. Tra i giurati del premio anche Gianluca Morozzi.

Questo il link del sito di Moak, di seguito invece l’inizio del racconto: Moak 2015

“Non ho mai sottovalutato il potenziale delle relazioni umane. Solo che stavolta era meglio se rimanevo a casa, mi sa. Eppure ormai mi pareva di aver deciso. Invece proprio all’ultimo arriva la telefonata, la proposta, il solito discorsetto per autoconvincersi «Ma sì, dai, alla fine è soltanto una cena… e poi che ci fai a casa da solo per l’ultimo dell’anno?», il repentino cambio d’idea, ok accetto, andare a comprare un panettone scadente con spumante altrettanto scadente giusto così, per portare qualcosa, e poi, vabbè, lavarsi e vestirsi, prendere un caffè al volo nella speranza che mi faccia resistere il più a lungo possibile a questo annuale supplizio, e una volta pronti per uscire ecco un nuovo discorsetto: «Certo che faccio bene, sai che tristezza a mezzanotte qui tutto solo?».

Mi trovo a una festa nel centro di Firenze, casa davvero anni Sessanta, voglio dire il pavimento di graniglia con quei frammenti irregolari tra il giallo e il marrone, i mobili scuri e con le vetrine, le cornici pesanti e più voluminose dei dipinti all’interno (non ce n’è una appesa dritta, tra l’altro) e tutto quanto; secondo me il tizio che ci abita non ha spostato una virgola da quando è morta la nonna e gli ha lasciato l’appartamento. Sì, io mi perdo in ragionamenti di questo tipo quando visito la casa di qualcuno, sappiatelo casomai vi venisse l’idea di invitarmi per qualche strana ragione.”