Nessun cactus da queste parti (Il Foglio Letterario, 2016)

Nessun cactus da queste parti è un romanzo che mescola i generi e si diverte a giocare con i cliché del noir. Raccontato con uno stile umoristico e già definito come un hard-boiled postmoderno, è pubblicato dalla casa editrice Il Foglio Letterario ed è in vendita in tutte le librerie e sulla rete.

Questa la breve descrizione del libro stampata sulla bandella:Nessun cactus da queste parti (cover)

Porto Rens, “una moderna Gotham, la caricatura di una degradata metropoli inesistente”. Qui, a circa cento anni da oggi, un detective in crisi esistenziale fronteggia i suoi fallimenti, inseguito dal fantasma di una logorante dipendenza alcolica e da quello di Dana, la donna che l’ha mollato ormai da tempo. Il riscatto però è dietro l’angolo, ed ecco un nuovo caso per lui: c’è da trovare un ladro di nomi, non è roba da poco. Una volta lo chiamavano drago. E ora sta per tornare.

Di seguito invece il breve estratto presente in quarta: 

“Ogni ritorno alla vita dopo che si è tentato di buttarla comporta una ragionevole dose di sofferenza. Come a dire che adesso ti devi riguadagnare il diritto a chiederla indietro. Io l’avevo presa e sbattuta a terra, poi ci ero passato sopra coi piedi. E ora avrei voluto semplicemente raccoglierla e dargli una spiegazzata, oh sì, se fosse stato possibile!”

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Vado a spostare la macchina

Genere e numero approssimativo di battute: umoristico/fantastico, 3.700 battute (racconto originariamente scritto per l’edizione 2012 del Premio Letterario Santa Margherita, lo trovate anche qui in versione PDF).

Sono le undici. Le undici e sette minuti, per la precisione. Cazzo, la macchina. Ieri sera cena con amici, sagra di paese, grigliata di carne, vino. Troppo vino. Poi il lavaggio della strada, il parcheggio a un chilometro di distanza. Devo spostare la macchina, rischio la multa. Mi alzo, niente colazione, denti lavati, faccia sciacquata. Vado. Undici e ventitré minuti: la macchina è ancora lì, nessun foglietto rosa sul vetro, m’è andata bene. Monto su, torno indietro, ora parcheggio e mi infilo di nuovo nel letto, quasi quasi. Troppo sonno. Invece c’è un cantiere che blocca l’accesso alla via più semplice per arrivare a casa mia, c’è sempre un cantiere quando non vorresti che ci fosse. Eppure fino a ieri non c’era. Faccio il giro più lungo, ma vedo una panineria ambulante, una di quelle su quattro ruote. Anche questa ieri non c’era. Sarà che oggi è giorno di novità. Mi fermo, ho fame. Un panino col lampredotto per colazione non credo che lo mangerebbero nemmeno gli inglesi o gli americani, ma a me va. 

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Quindici utilissime frasi per mollare qualcuno

Premessa: In tempo di crisi, c’è chi crede sia meglio risparmiare anche sulla capacità di pensiero. Specialmente in campo di relazioni sentimentali… Ecco allora, dalla geniale e cinica mente di Pino Massello, le Quindici utilissime frasi per mollare qualcuno, delle quali è possibile servirsi in caso di bisogno. Scegliete pure quella che vi fa più comodo, magari ne avete già utilizzata più d’una in vita vostra…

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Pino Massello e i suoi amici

Si prova una sadica soddisfazione a vedere una Porsche che brucia

specialmente se sei stato tu a darle fuoco

no, non tu con quella faccia da angioletto laggiù

e nemmeno tu che ti nascondi là dietro, timido timido

figuriamoci poi tu che ridi sotto i baffi, ma che c’avrai da ridere…

io.

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Sangue d’acero (racconto molto pulp)

Genere e numero approssimativo di battute: umoristico/pulp, 4.200 battute (racconto tratto dalla raccolta Io, Carver e il taccuino di Chatwin, edito dapprima da Bookolico e poi pubblicato su Amazon. Vedi qui, nella sezione “Pubblicazioni))

 

Entrai nella tavola calda. Era l’una del mattino e c’era solo una coppia tra i clienti del locale. Lei mi sembrava un agnellino che aveva perso il gregge, sguardo smarrito e mosse accorte, timorose. Lui era un brutto ceffo, il più brutto dei ceffi, basti dire questo. Il tizio si girò verso di me e mi fulminò con un’occhiata minacciosa, manco mi conoscesse e gli avessi fatto qualcosa di grave. Mi avvicinai al bancone, mi sedetti su uno sgabello e indicai la brocca di caffè alla cameriera, solo alzando il mento. Lei mi passò il caffè e io ne versai una tazza. Mentre lo sorseggiavo, vagai con gli occhi a osservare la squallida galleria di foto appese alle pareti. Le passai in rassegna: ognuna di quelle immortalava un ometto di mezza età, paffutello, coi baffoni folti e il volto scimmiesco, immagino fosse il proprietario del locale; compariva insieme ai clienti e ai camerieri. I clienti, molti di loro, avevano un sorriso artificiale, per niente spontaneo e anzi imposto dalla situazione. I camerieri invece un’espressione triste e rassegnata, come quella della ragazza che mi aveva servito il caffè. L’ometto coi baffi al contrario mostrava sempre un gran sorriso genuino, e stava in posa, fiero e felice. Nemmeno una foto con clienti famosi. Evidentemente, i clienti famosi si tenevano alla larga da posti del genere. Terminando la mia panoramica, finii con gli occhi sull’agnellino, la ragazza del brutto ceffo. La guardai per un microsecondo, giusto il tempo di accorgermi che non era il caso. Non mi piaceva nemmeno. Lei mi restituì lo sguardo, ma il suo era spaesato e inespressivo. Poi si voltò lentamente verso il suo uomo.

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Un fuggevole innamoramento a Bratislava (dal diario di Pino Massello, feticista a tempo perso)

Una volta ho avuto una storia d’amore con un paio di piedi

Fu una storia platonica, una passione non consumata

Ero di passaggio a Bratislava

Mi trovavo nell’Europa dell’est per certi affari (lì se dai fuoco a un’auto non ti dicono un cazzo)

Mangiavo in un qualsiasi fast food sulla strada

Poi ecco che arrivarono

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rock opera/edizione ebook (ilmiolibro.it, 2012)

rock opera è disponibile anche come e-book! Dopo essere entrato nella rosa dei 200 migliori romanzi del concorso “ilmioesordio 2012” (per ilmiolibro.it, in collaborazione con Feltrinelli e Scuola Holden) e in quella dei migliori 100 per “ilmioesordio 2013” (ancora semifinalista, con la seconda edizione), la versione cartacea viene affiancata da quella digitale. Due diverse copertine per i due formati (nell’immagine la copertina al neon per l’e-book, elaborazione grafica di Marco Catarzi).

la copertina al neon della versione ebook (by Marco Catarzi)

Questa la quarta di copertina dell’opera:
Questa storia comincia quarantacinque anni fa, con una musica nuova. Oggi non si può raccontarne che la fine, mentre quella musica continua a girare sul piatto senza curarsi del tempo. 
Brando crede di essere la reincarnazione di Jimi Hendrix. Ma è bianco, e neanche sa suonare tanto bene la chitarra. 
Ramírez è un fanatico religioso. Ma è convinto che gli altri debbano pensarla come lui, ed è disposto a uccidere pur di essere ascoltato. 
Chloé è bella da togliere il fiato. Ma non lo sa, e le sue insicurezze scaturiscono un fascino ingenuo e incontaminato. 
Ognuno di loro si imbatterà negli altri, in un gioco di coincidenze che culminerà in un grottesco e sorprendente finale.

Un po’ di rassegna stampa:

– Il link alla pagina del romanzo su ilmiolibro.it (troverete annessa la recensione di  Barbara Proietti)

– Una pagina di Aphorism dedicata al libro, con la recensione di Antonio Colosimo

– La presentazione di rock opera a cura di Alessandro Bagnato, nel suo sito personale

– Il romanzo citato in una pagina di Leggere Online

Ecco qua invece alcuni link per l’acquisto in rete:

–  bookrepublic

–  Amazon

Unilibro